Medicina

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L’iridologia

CHAKRA

 

Introduzione ai Chakra.

Esistiamo in un corpo, viviamo di emozioni e cerchiamo di utilizzare la ragione. L'emotività si esprime direttamente nel corpo attraverso il movimento: questo movimento può essere autonomo come il movimento peristaltico o può essere controllabile come la posizione corporea, che è possibile mantenere o mutare solo se ne siamo consapevoli. La razionalità pare che sia una funzione superiore del cervello e viene controllata dalla coscienza. Dove trovi collocazione la coscienza non è dato sapere; di questa ricerca si occupava una volta soltanto la filosofia, ma adesso la psicologia e la fisica vi hanno assunto un ruolo trainante. Possiamo considerare due tipi di materia; la materia pesante e la materia sottile.

Cosa si intende per materia pesante e cosa per materia sottile?

La materia pesante è tutto ciò che cade sotto i nostri sensi comuni: per esempio toccare un corpo qualsiasi ci comunica la sensazione fisica della sua presenza, inoltre lo possiamo vedere con i nostri occhi; questo è un esempio di materia pesante. Sappiamo però, che esiste della materia sottile, che cioè non possiamo percepire per mezzo dei sensi ordinari, ma che nondimeno esiste: è il caso, per esempio delle onde elettromagnetiche, le quali consentano di ascoltare la radio o vedere la televisione e nell’oceano delle quali viviamo perennemente immersi, benché non sia possibile vederle o toccarle in alcun modo, ma anche le onde termiche sono costituite da materia sottile, poiché noi possiamo valutare la temperatura di un ambiente, pur senza che il calore in quanto tale possa cadere direttamente sotto i nostri comuni sensi.

Questo esempio serve a condurre il discorso sui Chakra i quali sono vortici di energia non tangibile, non visibile, che comunque non cade sotto i nostri comuni sensi, ma che talune persone particolarmente sensibili possano avvertire a livello tattile o visivo. Queste energie che non cadono sotto i nostri sensi sono comunque delle energie fondamentali per quanto riguarda non solo le manifestazioni della vita, ma anche il mantenimento della stessa nella sua essenza più vera.

Un esempio che può definire in certo qual modo le energie che sottintendono al concetto di Chakra può essere dato dalla spiegazione della parola prana. La vita si definisce come un possesso di trasformazione e di movimento.

Il movimento si può immaginare come un ciclo infinito di espansione e di contrazione, come il respiro; cosmicamente si parla di evoluzione ed involuzione, mentre in fisica si parla di pulsazione.

Con il termine prana (che significa energia vitale), gli antichi yogi indiani intendevano definire l'energia che percorre la spina dorsale dal basso verso l’alto e viceversa; l’energia proveniente dal cielo e diretta verso la terra viene chiamata Ida o nadi lunare, e scorre in un "canale" posto a sinistra della colonna vertebrale, mentre quella proveniente dalla terra e diretta verso il cielo viene chiamata Pingala o nadi solare e scorre in un "canale" posto alla destra della colonna vertebrale, ancora, al centro della stessa (midollo spinale) "vibra" un’unica energia chiamata Sushumna.

Queste energie sono sottili e invisibili, ma hanno i loro corrispondenti nel sistema nervoso, più precisamente nel sistema neurovegetativo i due "canali" laterali e nel sistema nervoso centrale il "canale" centrale.

Questi canali energetici partono dal primo Chakra o Chakra radice, collocato fisicamente nella regione del perineo e si congiungono nel sesto Chakra, fisicamente collocato al di sopra degli occhi, nel centro della fronte, ed in profondità è in relazione con le strutture del chiasma ottico e la ghiandola pituitaria per alcuni, mentre per altri con la ghiandola pineale.

Le ricerche di Motoyama

Si può dire che i Chakra siano punti di intersezione tre i diversi livelli energetici della persona, in particolare tra i livelli fisico, mentale, emozionale e spirituale.

In ognuno di questi livelli l’energia vitale si manifesta con un corpo specifico, uno dei quali, quello fisico, cade sotto la percezione sensoriale comune a tutti.

Il secondo corpo, quello mentale, è un corpo sottile, non fisico, che cade sotto la capacità non di senso ma di sensitività che alcune persone possiedono, e si manifesta sotto forma di "aura", cioè di un’estensione energetica esterna al corpo che può essere visualizzata con le fotocamere Kirlian; le persone che riescono a percepire questo corpo, lo descrivono come una sensazione tattile di "toccare un’energia" o se lo percepiscono visivamente, come una tenue luminescenza che circonda il corpo fisico.

Affioramenti dei Chakra principali

Un ricercatore giapponese, Motoyama, nel corso di molti anni e di migliaia di casi esaminati con speciali apparecchiature, è riuscito a confermare appieno quanto descritto dalle antiche filosofie mediche indiane e cinesi circa l’attività energetica del corpi degli esseri viventi. In particolare è riuscito ad evidenziare e misurare le energie dei Chakra, e per mezzo di esami incrociati (tradizionali ed energetici) e anche riuscito a porre in relazione l’attività di ogni singolo Chakra con gli organi, i sistemi e le funzioni del corpo fisico.

Innanzi tutto ha notato come il sistema energetico dei Chakra sia strettamente correlato con i sistemi Nervoso ed Endocrino, e come ogni Chakra influenzi il funzionamento dei vari sistemo organici:

*   il primo Chakra regola e governa i plessi nervosi del coccige e del sacro;

*   il secondo e terzo Chakra regolano e governano le funzioni digestive e intestinali e gli organi correlati;

*   il quarto Chakra regola e governa le funzioni cardiocircolatorie e gli organi correlati;

*   il quinto Chakra regola e governa i polmoni ed i gangli cervicale e le funzioni correlate a questi organi:

*   il sesto Chakra regola e governa il sistema neuro - ormonale e le funzioni correlate;

*   il settimo Chakra regola e governa la corteccia cerebrale, il sistema nervoso centrale, i tessuti, gli organi ed i ritmi dell’intero organismo.

 

Corrispondenze tra Chakra e plessi nervosi.

I Chakra permettono, in sintesi, il passaggio dei vari tipi di energia vitale tra le varie dimensioni che ci costituiscono nella nostra totalità: ad esempio consentono il passaggio delle emozioni tra il corpo emozionale ed il corpo fisico.

Questa serie di interrelazioni praticamente infinite consente il nostro autoriconoscimento e la capacità di discriminare e di relazionarsi con il mondo esterno, non solo attraverso i linguaggi e le comunicazioni codificate, ma anche e soprattutto tramite movimenti di energia che si spostano in uno spazio costituito anch’esso da energia. I Chakra, vanno comunque intesi come centri energetici nei quali confluiscono molteplici canali energetici, specifici per ogni singolo Chakra: i meridiani; è per questo motivo che operando sui e tramite i Chakra si agisce sulla regolazione delle energie che scorrono nei meridiani, giungendo quindi al cuore della causa della malattia.

Ogni Chakra ha, ai fini terapeutici, tre livelli d’azione e manifestazione, secondo la seguente tabella:

 

 

Livello Fisico

Livello Endocrino

Piano di Coscienza

Elemento correlato

1

plesso coccigeo

surrenali

sopravvivenza

terra

2

plesso sacrale

testicoli, ovaie

emozione e sessualità

acqua

3

plesso solare

pancreas

potere personale ed energia metabolica

fuoco

4

plesso cardiaco e polmonare

timo

amore

aria

5

plesso faringeo

tiroide, paratiroidi

creatività e comunicazione

suono

6

plesso carotideo

pineale (epifisi)

chiaroveggenza, intuizione, percezione

pensiero

7

corteccia cerebrale

pituitaria (ipofisi)

conoscenza, comprensione, illuminazione

luce

 

Tavola sinottica sintetica

delle corrispondenze dei Chakra

 

 

Come detto poc'anzi, ad ogni Chakra sono correlati alcuni meridiani, come dal seguente schema:

ck 1 intestino tenue, intestino crasso, rene;

ck 2 milza/pancreas, intestino crasso, vescica urinaria;

ck 3 milza/pancreas, fegato, vescica biliare;

ck 4 cuore, polmone, vescica biliare;

ck 5 cuore, triplice riscaldatore, pericardio;

ck 6 intestino tenue, fegato, triplice riscaldatore;

ck 7 cuore, vescica biliare, pericardio.

I Chakra sono sempre interdipendenti dal sistema nervoso ed endocrino, ma non sono sinonimi di ogni specifica parte del corpo; essi si sovrappongono ad esse come l’aura si sovrappone alla totalità del corpo fisico. Comunque i Chakra sono i principali costituenti delle nostre coscienze e sensazioni: se sono in equilibrio fra loro no si creeranno patologie, poiché il soggetto sarà in armonia con se stesso e con l’ambiente circostante, riuscendo ad affrontare il distress validamente, in maniera positiva e costruttiva. In caso contrario, il distress condurrà a percorrere in senso involutivo il percorso diatesico.

 

I Chakra: funzioni e patologie.

 

Inizieremo l'analisi dei sette Chakra a cominciare dal Chakra della radice, cioè il primo, il quale in sanscrito viene chiamato Muladhara che significa, appunto, Radice, Sostegno. Questo Chakra é normalmente associato alle ghiandole surrenali, agli arti inferiori, alla colonna vertebrale, all'intestino crasso, ai genitali e al sistema nervoso centrale. Le patologie che può causare il suo funzionamento disarmonico sono: emorroidi, obesità, stipsi, sciatalgia, artrite deformante, anoressia nervosa, gonartrosi, gotta. Rientrano nella sfera di influenza del primo Chakra i bisogni primari dell'individuo, relativi alla sopravvivenza. Se c'è un funzionamento eccessivo di questo Chakra, sia i pensieri che le azioni saranno orientati alla soddisfazione ossessiva dei bisogni materiali e della sicurezza personale; si vorrà possedere tutto ciò che si desidera, mentre sarà difficile dare o donare qualcosa. Qualora ostacolati si reagirà con aggressività, collera, violenza, sentimenti o modalità che esprimono un atteggiamento difensivo legato alla mancanza di fiducia nelle forze vitali ancestrali; in questo atteggiamento c'è sempre la paura di perdere ciò che da' sicurezza e senso di benessere. Se invece vi fosse un'insufficiente funzionalità, si avrà debolezza e scarsa resistenza fisica ed emozionale. Molte cose verranno vissute con eccessiva preoccupazione, anche se molto banali. L'insicurezza esistenziale, nell'accezione più legata agli istinti primordiali, sarà il problema principale, ci si sentirà come se si fosse perso ogni punto di appoggio. Ogni fatto della vita diventerà insormontabile, per cui si sogneranno condizioni più facili, più piacevoli e meno faticose, generando fughe mentali dalla realtà contingente. Se i Chakra superiori si sono sviluppati maggiormente rispetto agli inferiori, si avrà la sensazione di essere "fuori dal mondo.", vivendo profondamente un senso di estraneità e di solitudine assoluta e senza speranza. Se il blocco energetico interessasse anche il terzo Chakra, oltre al primo, ci si potrebbe trovare in presenza di anoressia.

I cibi utili per attivare o riequilibrare il Chakra della base sono le proteine, le carni, noci, fagioli, uova, prodotti caseari.

 

Il secondo Chakra in sanscrito viene chiamato Svadhisthana, che significa Centro Sacrale, è localizzato poco al di sopra del pube ed è associato alle gonadi, ai genitali, ai reni, al basso addome e ai sistemi circolatori. La sua funzione è legata al desiderio, al piacere, alla sessualità, alla procreazione, alla capacità di provare emozioni primordiali non mentali. Le disfunzioni del secondo Chakra provocano a livello fisico impotenza, frigidità, patologie dell'apparato genitale, anche a livello lesionale (fibromi, adenomi prostatici, ecc.), dell'apparato urinario e rigidità lombosacrale. Dal punto di vista psicologico un secondo Chakra scompensato comporta mancanza di autostima, fobie, panico, ansietà sine causa. Dal punto di vista emozionale , lo squilibrio di questo Chakra può condurre alla ricerca ossessiva del piacere, anche e soprattutto a livello sessuale sino all'aberrazione, qualora sia iperfunzionante, ma anche ad una totale chiusura nei confronti della "sensualità" della vita, generando una sorta di anestesia della capacità di provare gioia non intellettuale, qualora sia invece ipofunzionante.

Questo Chakra si riscontra spesso scompensato nei soggetti di sesso femminile (si tenga presente che la polarità propria di questo Chakra, come quella di tutti i Chakra pari, è Yin).

 

Il terzo Chakra in lingua sanscrita viene chiamato Manipura, che significa Città dei Gioielli. Esso è localizzato a livello del presso solare ed è associato a fegato, pancreas, stomaco, milza, parte alta dell'intestino, e a tutte le funzioni metaboliche e vegetative. Dal punto di vista psico - energetico la sua funzione più importante e relativa all'affermazione personale ed all'esercizio del potere individuale rispetto al sociale ed all'ambiente in generale. Le patologie principali espresse dal terzo Chakra riguardano tutte le malattie metaboliche, quali il diabete, le iperlipidemie, le insufficienze epatiche, la cirrosi, le ulcere gastriche e duodenali, i tassi glicemici eccetera, nonché tutte le patologie afferenti ai processi di nutrizione, digestione ed assimilazione. Dal punto di vista psico-energetico è a livello di questo Chakra che si generano le forze emotive dirette verso l'ambiente esterno: i sentimenti di amicizia, rancore, simpatia, antipatia, eccetera. Esso è il fondamento della personalità sociale. Il funzionamento disarmonico di questo Chakra genererà il desiderio sfrenato di potere, di manipolazione, per poter stravolgere la realtà sempre e comunque a proprio favore; tendenzialmente si potrà notare un atteggiamento iperattivo, il quale viene messo in atto per nascondere il senso di inadeguatezza e vuoto che è causato dalla impotenza a gestire le situazioni di potere assoluto che si pretenderebbe di esercitare. La serenità interiore sarà fortemente compromessa e, ovviamente, sarà primaria la soddisfazione del benessere materiale, sia pure a discapito di qualunque sentimento piacevole, giungendo addirittura a ritenerli indesiderabili e fastidiosi.

Il soggetto che soffre di uno scompenso del terzo Chakra è portato a perdere il controllo delle proprie emozioni e a sviluppare una atteggiamento fortemente aggressivo, necessario per non permettere agli altri di mettere a nudo la propria pochezza interiore, fatto questo che smaschererebbe i giochi di potere di cui questo soggetto vive, creando una situazione di paralisi energetica che si esprimerebbe come impotenza disperata e disperante; un esempio di questo soggetto sconfitto, può essere data dall'immagine di quelle persone in genere di mezza età, ma sempre più spesso anche giovani , che trascorrono il proprio tempo in attività annichilenti e distruttive, quali il bere, fare uso di droghe più o meno riconosciute come tali e che in genere hanno in famiglia un atteggiamento fortemente aggressivo e prevaricatore..

A questi fatti fa seguito una situazione fortemente depressiva. In questo caso il soggetto avrà come obiettivo primario l'essere accettato è benvoluto dagli altri e per raggiungere questo scopo negherà se stesso per conformarsi al modo di pensare delle persone a cui desidera piacere, soffocando e negando completamente i propri desideri ed emozioni; ciò nonostante, anzi, proprio a causa di questo atteggiamento frustrante, aumenteranno le prepotenze e le angherie verso i membri della propria famiglia. Gli alimenti che possono essere utili per riequilibrare il terzo Chakra sono gli amidi, le farine integrali e gli zuccheri semplici.

 

In lingua sanscrita il quarto Chakra viene chiamato Anahata, Il non Colpito. Esso è collocato sullo sterno all'incirca all'altezza della linea mediana orizzontale dei seni. Questo centro energetico è associato al cuore, ai polmoni, al timo, agli arti superiori, alla circolazione e al sistema linfatico; le patologie connesse alla suo squilibrio sono asma, ipertensione arteriosa, patologie cardiache, patologie polmonari, eccetera. Nel caso di funzionamento disarmonico, sul piano fisico si potranno avere sintomi a livello del torace, quali senso di costrizione, dispnea, aritmie, tachicardia, palpitazioni, asma e via dicendo, senza peraltro avere riscontri oggettivi dalle indagini cliniche. Dal punto di vista psichico ed emozionale si tenderà ad amare gli altri solo in funzione dei riconoscimenti e della gratitudine che questi possono dare in cambio. Qualora invece il Chakra fosse ipofunzionante, a livello fisico si evidenzierà un cattivo funzionamento del diaframma, con problemi respiratori e cardiaci, mentre dal punto di vista psichico ed emozionale si tenderà ad esprimere sentimenti di odio e rancore, oppure di freddezza, indifferenza, insensibilità. Anahata, è il centro dell'intero sistema energetico dei Chakra, infatti esso collega i tre centri inferiori, di natura fisica ed emotiva, legati alla terra, con i tre superiori più mentali e spirituali, legati al cielo.E' per mezzo dell'attività armonica di questo chakra, che le persone sono in grado di entrare in empatia con tutto ciò che esiste e di coglierne la bellezza e l'armonia. Infatti la funzione di questo centro energetico è quella della capacità di esprimere amore puro e incondizionato. Il quarto Chakra è il centro che consente la lo sviluppo e l'utilizzo della capacità di trasformazione e guarigione di sé e degli altri.

Gli alimenti in relazione a questo Chakra sono i vegetali, poiché racchiudono in se l'energia vitale della luce solare (cielo) e, contemporaneamente l'energia vitale che promana dalla terra.

 

Vishuddha è il nome sanscrito quinto Chakra e significa Il Puro, che topograficamente trova collocazione a livello della gola; è associato alla tiroide, alle paratiroidi, alla gola, alle orecchie ed allo sviluppo dello scheletro. Secondo alcuni autori è associato anche ai polmoni ed alla funzione respiratoria. Le patologie fisiche ad esso correlate fanno riferimento alle malattie organiche o funzionali, relative agli organi che governa. Il timbro ed il tono della voce sono manifestazioni delle energie del quinto Chakra: tanto più la voce è armonica, piena, rotonda, tanto più questo centro sarà in equilibrio. Le patologie di tipo psichico che fanno riferimento a Vishuddha, sono tutte riferite alla capacità di comunicare, non solo verso l'esterno, ma anche verso la propria interiorità; e tramite questo Chakra che si realizza la comunicazione tra mente e corpo, per cui le cosiddette malattie psicosomatiche possono anche essere riferite in varia misura alla disfunzione di questo Chakra.

 

Il sesto Chakra è topograficamente localizzato al centro della fronte, circa due dita al di sopra della radice del naso; il suo nome in sanscrito è Aijna, che significa Conoscere, Percepire ed anche Comandare. Questo Chakra è collegato alla ghiandola pituitaria, al controllo del sistema ormonale, al cervelletto ed al S.N.C.

Le patologie riferibili a questo Chakra riguardano i disturbi visivi ed i disturbi del S.N.C. e del S.N.A. Questo centro energetico è importante più che per la sua correlazione con disturbi di tipo fisico, soprattutto per il suo alto significato psichico. Ad esso è correlata la capacità di equilibrio psicospirituale, la corretta percezione di se in relazione a se stessi ed in relazione all'esistente, ad un livello energetico che possiamo definire intuitivo, sensitivo, quindi oltre la mente; probabilmente è a disfunzioni di questi Chakra che si possono far risalire patologie psichiatriche gravi, come ad esempio la schizofrenia. Occorre tenere presente che il sesto Chakra viene anche chiamato "terzo occhio", cioè è quell'occhio non fisico che è in grado di percepire in modo anche oltre il mentale, la realtà più profonda dell'esistenza, sconfinando dal corpo - mente nella dimensione dello spirito. Inoltre, poiché esso e associato alla regolazione di tutti i cicli dei vari piani della persona (fisici, mentali, emozionali, spirituali) occorre fare la seguente considerazione: ogni ciclo è una oscillazione di tipo bipolare, per cui metaforicamente, ma poi neppure tanto, è caratteristica intrinseca del sesto Chakra il passaggio dalla luce al buio, anche in senso metafisico; da questo si evidenzia come il "buio dell’anima", spesso catalogato come depressione o peggio, possa essere riferito alla sua disfunzione.

 

Il settimo Chakra, o Chakra della Corona o Chakra dai Mille Petali, è topograficamente localizzato al vertice del cranio, nella zona del bregma. E' un Chakra non fisico, che si può in buona sostanza definire l'interfaccia tra la coscienza individuale e quella Cosmica, Universale. Non esiste un settimo Chakra bloccato, soltanto può essere più o meno "sviluppato", in relazione al personale cammino spirituale dell'individuo. Non vi sono patologie note e specifiche legate a questo centro energetico, ne a livello fisico ne a livello mentale o spirituale; si sa solo che l'energia elaborata a questo livello ha effetti su tutti i tessuti e le funzioni dell'organismo, in modo più o meno evidente, intenso ed efficace. Utilizzare le energie del settimo Chakra in terapia può essere utile quando si debba fare fronte a situazioni traumatiche gravi, infatti, per es. in relazione ai Fiori di Bach, il rimedio che più frequentemente viene associato al settimo Chakra è Rescue. Va ancora detto che il sesto ed il settimo Chakra risultano raramente squilibrati, mentre negli adulti quelli più frequentemente scompensati sono il terzo ed il quarto e nei bambini il primo ed il secondo. Circa il secondo Chakra occorre precisare che spesso si trova scompensato nei soggetti femminili che vivono la loro sessualità, intesa sia in senso fisico che psichico, in modo conflittuale sia a livello di interiorità sia a livello di rapporti interpersonali o sociali. Nella valutazione dello stato di questi importanti centri energetici, occorre tenere presente anche il processo di crescita dell'individuo, poiché ogni età ha uno specifico Chakra associato ad essa. Nell'età associata ad un determinato centro energetico, questo sarà predominante sugli altri in termini di funzionalità energetica, secondo la seguente tabella:

 

 

CHAKRA

ETA’ MASCHILE

ETA’ FEMMINILE

1

0 - 7 anni

0 - 6½ anni

2

8 - 14

7 - 12

3

15 - 21

13 - 18

4

22 - 28

19 - 24

5

29 - 35

25 - 30

6

36 - 42

31 - 36

7

43 - 49

37 - 42

 

Chakra ed Iridologia

Sono attualmente in corso studi e ricerche per trovare correlazioni tra i segni iridologici e la funzionalità del sistema energetico dei Chakra e, anche, sulla funzionalità di ogni singolo Chakra. I segni iridologici relativi ai Chakra si suppone che si trovino in corrispondenza dell'anello in cui sono rappresentate la ghiandole endocrine. Una ritrazione del collaretto verso la pupilla od una protrusione dello stesso verso l'esterno, in corrispondenza di una zona che rappresenta una di queste ghiandole potrebbe, con buona approssimazione, indicare un Chakra scompensato. Sembra che la ritrazione del collaretto indichi un Chakra inibito, e quindi chiuso, mentre la protrusione indichi un Chakra eccessivamente aperto e quindi congestionato.

Per esempio, una ritrazione a livello dell'area del timo e cardiaca starà ad indicare una congestione del quarto Chakra, quindi il soggetto soffrirà a causa di gravi traumi affettivi; se invece nella stessa area si notasse una protrusione, il soggetto desidera poter esprimere i suoi sentimenti, ma qualche ostacolo non lo consente. Questo esempio può essere applicato ad ogni altro Chakra, considerando però le proprietà, le qualità e le relazioni proprie di quello specifico Chakra.

Allo stato attuale delle ricerche non si può ancora essere certi delle correlazioni sinora trovate, ma gli studi continuano ed è probabile che, entro tempi non certo brevissimi, si possa giungere a stabilire con ragionevole certezza un rapporto tra funzione dei Chakra e segni dell'iride.